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Registrate da Google Ads in sei mesi di campagne.
Caso studio anonimo
Sei mesi di lavoro per trasformare sito, campagne e presenza locale in un sistema capace di generare più contatti.
Il nome del cliente non viene pubblicato per ragioni di riservatezza. I dati mostrati provengono dalle piattaforme utilizzate nel progetto; il cliente ha confermato un forte aumento delle richieste e si è dichiarato molto soddisfatto del lavoro.
Registrate da Google Ads in sei mesi di campagne.
Telefono, email o richiesta di indicazioni stradali.
44 chiamate, 296 indicazioni e 75 clic al sito.
Quando ho preso in carico il progetto, la priorità non era soltanto avviare nuove campagne. Prima era necessario rendere più solida la presenza digitale dell’agenzia: aggiornare il sito, curare la scheda Google e impostare un tracciamento utile a leggere le azioni generate.
Per un’agenzia viaggi il percorso di scelta può essere lungo e frammentato. Una persona può vedere una proposta sui social, cercare successivamente il viaggio su Google, visitare il sito, controllare recensioni e sede sulla mappa e contattare l’agenzia solo in seguito.
Per questo il progetto è stato costruito come un insieme di punti di contatto coerenti, non come una somma di campagne indipendenti.
Il budget pubblicitario complessivo era di circa 10 euro al giorno. Inizialmente veniva destinato interamente a Google Ads; dopo i primi test positivi su Meta, la distribuzione è diventata indicativamente del 50% per canale.
Revisione delle pagine e dei percorsi di contatto per presentare meglio viaggi, proposte e informazioni utili alla scelta.
Campagne per intercettare domanda attiva e azioni vicine al contatto: telefonate, email e richieste di indicazioni.
Promozione visuale delle proposte di viaggio per farle scoprire a pubblici pertinenti e alimentare nuove visite al sito.
Aggiornamento e cura della scheda per sostenere visibilità locale, fiducia, telefonate, clic al sito e visite in sede.
Non è corretto immaginare che ogni cliente veda un solo annuncio e contatti immediatamente l’agenzia. Nel turismo la decisione richiede spesso ispirazione, confronto e verifica.
Una proposta di viaggio viene vista su Facebook o Instagram.
L’utente cerca informazioni su Google o visita il sito.
Controlla sede, recensioni e presenza dell’agenzia su Google Maps.
Può tornare tramite ricerca, retargeting o accesso diretto e infine contattare.
Questo percorso è un esempio illustrativo, non la ricostruzione di un singolo utente. Serve a spiegare perché Analytics mostra contatti associati a più sorgenti e perché valutare ogni canale in isolamento può restituire una lettura incompleta.
I dati non vengono sommati in un unico totale perché piattaforme e metriche misurano azioni differenti. Sono quindi presentati separatamente, insieme alle limitazioni necessarie per interpretarli correttamente.
Gli eventi chiave visibili in Analytics coinvolgono Facebook Ads, traffico organico, referral Facebook e Google Ads. Il dato è però parziale: nel periodo i moduli inviati non venivano conteggiati correttamente e sono stati numerosi quanto le altre richieste.
Il cliente resta anonimo. Nello screenshot Meta la parte superiore contenente il nome dell’account viene nascosta visivamente nella pagina.
Campagne, Analytics e Google Business Profile utilizzano sistemi di attribuzione e metriche differenti. Una conversione registrata non coincide automaticamente con una vendita e la stessa persona può entrare in contatto con più canali.
Questo caso mostra che non era necessario aprire molte campagne scollegate. Con circa 10 euro al giorno, il budget è stato prima concentrato su Google Ads e poi redistribuito dopo aver verificato che Meta riusciva a portare visite qualificate a un costo molto contenuto.
Il sito aggiornato e il profilo Google hanno completato il percorso. Il risultato non è stato soltanto più traffico: l’agenzia ha ricevuto molti più contatti e il cliente si è dichiarato molto soddisfatto del lavoro svolto.